Quali regolamenti per l’installazione?

Hai un immobile con problemi di umidità?

Prima di scegliere un intervento è fondamentale individuarne la causa. Richiedi un'analisi tecnica dell'umidità delle murature.

Si può installare un dispositivo di inversione della polarità per risolvere l'umidità di risalita in un singolo appartamento oppure deve essere coinvolto tutto il condominio?

Risposta breve: Per analizzare nel dettaglio e in modo esaustivo la questione specifica, la fattibilità e l'iter da seguire dipendono essenzialmente dal luogo esatto in cui deve essere fisicamente posizionato o installato il dispositivo in oggetto. Qualora l'impianto in questione rimanga completamente circoscritto e confinato all'interno della tua proprietà esclusiva, nella stragrande maggioranza dei casi avrai la piena facoltà di procedere in totale autonomia, senza dover richiedere particolari autorizzazioni preventive. Se, al contrario, l'installazione dovesse richiedere modifiche o interventi di qualsiasi tipo sui muri perimetrali esterni, sulle fondamenta o su qualunque altra componente condivisa dell'immobile destinata all'uso comune di tutti i residenti, diventerà assolutamente indispensabile coinvolgere tempestivamente l'intero condominio per le verifiche necessarie.

Le leggi che regolano questo caso

  • art. 1117 c.c. – elenca le parti comuni dell'edificio (fondamenta, suolo, muri perimetrali, ecc.);
  • art. 1102 c.c. – dice quando un condomino può usare una parte comune per un proprio vantaggio personale;
  • art. 1122 c.c. – regola i lavori che un condomino fa dentro casa propria;
  • art. 1120 c.c. – riguarda le modifiche importanti ("innovazioni") alle parti comuni;
  • artt. 1130 e 1135 c.c. – definiscono i compiti dell'amministratore e dell'assemblea.

Se il dispositivo resta solo in casa tua

Puoi farlo installare a tue spese, senza chiedere il permesso all'assemblea, se sono vere tutte queste cose:

  • l'apparecchio viene messo solo dentro il tuo appartamento;
  • serve solo a te, non agli altri condòmini;
  • non serve toccare muri esterni, fondamenta o altre strutture comuni;
  • non modifichi l'impianto elettrico condominiale;
  • non crea danni o disturbo ai vicini.

Questo è possibile grazie all'art. 1122 c.c., che permette al condomino di fare lavori nella propria unità, ma vieta quelli che danneggiano le parti comuni o mettono a rischio la stabilità, la sicurezza o l'aspetto dell'edificio. La stessa legge chiede però di avvisare prima l'amministratore, se il lavoro può avere effetti sull'edificio, che poi ne parlerà in assemblea (senza che serva un'approvazione formale). 📄 Testo dell'articolo: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-vii/capo-ii/art1122.html

Se serve toccare parti comuni

Se per installarlo devi intervenire su:

  • fondamenta o muri controterra;
  • muri perimetrali (i muri esterni dell'edificio);
  • il vespaio (lo spazio d'aria sotto il pavimento del piano terra) o locali comuni;
  • pavimenti o aree condominiali;
  • impianti comuni (es. elettrico condominiale);
  • parti strutturali del palazzo,

si applica l'art. 1102 c.c.: puoi usare una parte comune per un tuo bisogno personale, ma solo se non ne cambi la funzione e non impedisci agli altri di usarla come sempre. 📄 Testo dell'articolo: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-terzo/titolo-vii/capo-i/art1102.html

Anche la Cassazione ha confermato questo principio: un impianto ad uso esclusivo di un solo appartamento è ammesso solo se non cambia la funzione della parte comune e non danneggia i diritti degli altri condòmini. 📄 Sentenza: https://apps.dirittopratico.it/sentenza/cassazione/roma/2019/13217.html

In questo caso conviene mandare all'amministratore, prima di iniziare i lavori:

  • una relazione tecnica che spiega l'intervento;
  • la scheda tecnica del dispositivo;
  • una piantina che indichi dove verrà installato;
  • l'elenco preciso dei lavori da fare;
  • le certificazioni e garanzie del prodotto;
  • l'impegno scritto a pagare tu i costi, la manutenzione e l'eventuale ripristino.

Quando serve invece il via libera dell'assemblea

Serve una vera delibera dell'assemblea (in base agli artt. 1120, 1130 e 1135 c.c.) quando l'intervento:

  • modifica in modo permanente una parte comune;
  • è una vera e propria "innovazione" (modifica importante, non semplice manutenzione);
  • richiede lavori importanti sulle strutture comuni;
  • comporta spese o consumi a carico di tutto il condominio;
  • va fatto su beni comuni anche se gli altri condòmini non sono d'accordo;
  • viene proposto come soluzione per tutto l'edificio, non solo per il tuo appartamento.

La differenza tra "semplice uso" di una parte comune (che il singolo può fare da solo, nei limiti dell'art. 1102 c.c.) e "innovazione" (che invece serve una delibera secondo l'art. 1120 c.c.) è stata più volte chiarita dalla Cassazione. 📄 Approfondimento: https://ntpluscondominio.ilsole24ore.com/art/la-differenza-innovazione-e-uso-parti-comuni-a-prova-cassazione-AEA3UMRC

Consiglio pratico

Prima di scegliere l'apparecchio, fai fare una diagnosi tecnica per capire da dove viene davvero l'umidità (può dipendere da fondamenta, muri controterra, impermeabilizzazioni non funzionanti, ecc.). Non conta il "nome commerciale" del dispositivo, ma i lavori concreti che servono per installarlo: sono quelli a stabilire se puoi agire da solo o se serve il condominio.

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